Il Risk management è una metodologia di lavoro innovativa, nata in Francia nel 1918, ma sviluppatasi negli Stati Uniti intorno agli anni ’50 ed è arrivata in Italia intorno agli anni ’80, che ha avuto le proprie radici nel cercare di controllare un rischio fondamentale e cioè l’affidabilità dei macchinari e del loro ciclo produttivo. Successivamente ha trovato una fortissima applicazione in ambito bancario per il controllo della solvibilità dei clienti. Di pari passo con l’evoluzione del settore servizi, il Risk management prende piede anche come metodologia alla base di un percorso specifico, che si sviluppa intorno al cliente, partendo proprio dai suoi obiettivi e dalla sua propensione al rischio (Risk appetite). Lo scopo del Risk management è individuare e valutare tutte le fonti di rischio legate alle attività del cliente, per poi trattarle e gestirle attraverso gli strumenti più adatti, che possono essere: l’eliminazione, la prevenzione, la protezione, il trasferimento, la riduzione, la ritenzione e l’assicurazione del rischio. Lo scopo del Risk management è ottenere una conoscenza approfondita di tutte le tipologie di rischio presenti nell’azienda, avere una politica unica di trattamento del rischio che sia trasversale all’organizzazione. Alla fine, quando il processo è condotto nella sua interezza, si ottengono significativi contenimenti degli impatti economici e delle frequenze dei rischi, si avvia un processo di miglioramento continuo e si ottengono significative ottimizzazioni di costo. Ad oggi il Risk management è capace di gestire qualsiasi tipo di rischio insito nelle attività dell’impresa, a partire dai rischi operativi ed organizzativi, passando per i rischi finanziari e di mercato, prima di estendersi a rischi politici. L’evoluzione attuale del processo e l’applicazione dello stesso a tutta la realtà aziendale prende il nome di Enterprise Risk management.

  • 1Enterprise Risk management (ERM)Valutare e migliorare la gestione del rischio aziendale complessivamente intesa attraverso un modello integrato che intende comprendere tutti i rischi aziendali.
    1) Individuazione e allineamento del Risk manager con gli obiettivi e strategie aziendali;
    2) Analisi di tutti i rischi aziendali attraverso varie tecniche:
    - interviste singole o collettive (profilo di rischio soggettivo);
    - analisi del rischio oggettivo;
    - verifica dei contratti aziendali;
    - verifica di alcuni indici di bilancio;
    3) Valutazione di tutti i rischi aziendali, cercando di quantificarli, come impatto economico sull’azienda, o come possibilità di accadimento;
    4) Team di check-up per la verifica di strumenti utilizzati e utilizzabili per la politica del trattamento dei rischi;
    5) Definizione di un programma di tutela aziendale impostato in base necessario per aggiornamenti normativi e per le più moderne soluzioni tecniche offerte dal mercato;
    6) Affiancamento all’azienda nelle scelte da operare;
    7) Applicazione del programma di tutela di rischio scelto a tutta l’azienda;
    8) Monitoraggio periodico e revisione annuale dell’intero processo(ERM), della congruità del rapporto costi/benefici delle misure adottate;
    9) Misurazione del valore di rischio (V/R);

  • 2Simple Risk management (SRM)Valutazione di singole sezioni di rischio
    1) Individuazione di una o più priorità che l’azienda vuole affrontare;
    2) Analisi del rischio delle priorità individuate attraverso varie tecniche:
    - interviste singole o collettive (profilo di rischio soggettivo);
    - analisi del rischio oggettivo;
    3) Valutazione del singolo rischio;
    4) Team di check-up per la verifica di strumenti utilizzati e utilizzabili per il singolo rischio;
    5) Definizione del programma di tutela specifico, identificando le migliori possibilità di trattamento del rischio e scegliendo, o creando, soluzioni personalizzate in linea con le strategie aziendali;
    6) Affiancamento all’azienda nelle scelte da operare;
    7) Applicazione delle scelte specifiche operate;
    8) Razionalizzazione del rapporto costi/benefici delle misure adottate, gestendo in modo accurato le risorse disponibili;
    9) Possibilità di controllo nel tempo;

  • 3Gestione dei rischi della catena di fornitura “Supply chain management”Ridurre i rischi analizzando la catena fornitore-azienda-cliente.
    Analizzare i rischi e le scelte logistiche produttive, controllando e mitigando possibili gravi perdite economiche.
    1) analizzare i rischi dei processi logistici produttivi, valutando le scelte logistiche adottate e le relazioni con clienti e fornitori;
    2) integrare le attività con clienti e fornitori, migliorando i tempi, i costi e la qualità dei servizi;
    3) migliorare le prestazioni di lungo periodo dell’intera catena;

  • 4Swot Analysis (Analisi particolareggiata)Analizzare il rischio/opportunità di una situazione in cui un organizzazione o un individuo devono prendere una decisione per raggiungere un obiettivo.
    1) Analisi di rischio di un processo o di una decisione aziendale
    2) Valutazione dei punti di forza, di debolezza, di opportunità e di minaccia;
    3) Creazione di una matrice specifica;
    4) Affiancamento all’azienda nelle scelte da operare;

  • 5Servizi di assistenzaSupporto continuo per migliorare la gestione della politica di rischio.
    1) Attività di supporto e di affiancamento legati a vari processi di analisi di rischio;
    2) Attività di supporto nella gestione dell’evento dannoso;
    3) Gestione totale e integrata dell’evento dannoso;
    4) Modulistica integrata;
    5) Disponibilità di sistemi gestionali integrati per la gestione del rischio (assurance management e Vittoria RMS)

A chi si rivolge:

  • PMI ed Enti;1) La valutazione del rischio nelle aziende e negli enti è normalmente ristretto all’ambito aziendale.

  • Arti e professioni;1) La valutazione del rischio per commercianti, artigiani, professionisti e piccole società in genere comprende l’analisi dell’ambito aziendale e necessariamente anche di quello familiare